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Data aggiornamento29/04/2005
Segantura e partiLondra, British Library, ms. ADD. 18.165, cc. 1r - 21v
Scheda storia e scheda catalograficaLONDRA, BRITISH LIBRARY, MS. ADD. 18.165, cc. 1r - 21v

SCHEDA STORICA
cfr. scheda:
Sorengo, Fondation BING Bibliotheque Internationale de Gastronomie, ms. Inv. 1089

DATAZIONE:
sec. XV (REPERTOIRE)

I due manoscritti gemelli appartengono alla famiglia "toscana" dei libri di cucina italiani. Il ricettario londinese è intitolato Trattato di buone e dilicate vivande. Il manoscritto si divide in due parti: la prima contenente ricette di cucina; la seconda dedicata a ritrovati della cosmesi e a rimedi contro le malattie. Il manoscritto non è completo: per la prima parte, l'ultima ricetta descritta è la n. 113 mentre in totale nell'indice vengono citate 128 preparazioni; per la seconda parte l'indice arriva fino alla n. 295 ma l'ultima descritta è la n. 205. Il gemello di Sorengo ci è giunto completo e permette di ricostruire interamente il Trattato di buone e dilicate vivande. I due testi sono redatti in volgare, caratterizzato dall'uso di termini ed espressioni tipiche toscane. L'appartenenza al ceppo toscano è rintracciabile inoltre nell'attenzione "borghese" alle quantità degli ingredienti e nell'esplicito riferimento all'ambiente nobile, con l'intento di imitarne il requisito gastronomico élitario. Secondo Laurioux, il testo deriva "da una riorganizzazione di fondo del trattato dei Dodici Ghiotti (ed. Morpurgo) da cui provengono gli altri rami della tradizione: la filiera veneta (ed. Frati) e un'altra che sfocia nei due manoscritti gemelli di Bologna (cfr. scheda Bologna, Biblioteca dell'Università di Bologna, ms. 158, ed. Guerrini) e Nizza (cfr. scheda Nizza, Museo Massena, Biblioteca Victor de Cessoles, ms. 226, ed. Rebora), la quale è chiaramente imparentata con il secondo dei testi di Anonimo Meridionale" (B. Laurioux, I libri di cucina italiani alla fine del medioevo: un nuovo bilancio, Olschki, Firenze 1996, p. 40)
EdizioneEDIZIONE:
Inedito
BibliografiaBIBLIOGRAFIA:
-Benporat C., Feste e banchetti. Convivialità italiana fra tre e quattrocento, Olschki, Firenze 2001, pp. 39-54.
-Laurioux B., I libri di cucina italiani alla fine del medioevo: un nuovo bilancio, Olschki, Firenze 1996, p. 40.
-Laurioux B., Le règne de Taillevent. Livres et pratiques culinaires à la fin du Moyen Âge, Publications de la Sorbonne, Paris 1997, p. 212.
-Laurioux B., Les livres de cuisine médiévaux, (Typologie des sources du Moyen Âge Occidental), fasc. 77, Brepols, Turnhout 1997.
-Lubello S., I ricettari di cucina italiani dei secoli XIV-XVI, in Saperi e sapori mediterranei. La cultura dell'alimentazione e i suoi riflessi linguistici, Atti del Convegno Internazionale, Napoli 13-16 ottobre 1999, Napoli 2002, p. 1146.
-Répertoire des manuscrits médiévaux contenant des recettes culinaires, a cura di C.B.Hieatt, C.Lambert, B.Laurioux e A.Prentki, in: Lambert C. (a cura di), Du manuscrit à la table: essais sur la cuisine au Moyen Âge et répertoire des manuscrits medievaux contenant des recettes culinaires, Montréal, Presses de l'Université de Montréal, Paris, Champion-Slatkine 1992, scheda 44, p. 334.