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Uova di gallina, d'oro o di cioccolato

L’UOVO NELLE COSMOGONIE
Le uova sono da sempre simbolo di vita e fertilità, tanto che ancora oggi continuiamo a stupirci quando assistiamo allo schiudersi di un guscio, immagine della potenzialità che si trasforma in forma e sostanza. La sagoma (priva di spigoli, senza né principio né fine), la tonalità del colore, la perfezione dell'uovo, ne hanno fatto un elemento fondamentale della simbologia della nascita del mondo. Secondo le cosmogonie di molti, lontani e diversi popoli, in origine c’era l’uovo.

Nei Veda, i testi sacri degli Induisti, si racconta che l’Hiranyagarbha (letteralmente “grembo d’oro”) fosse l’uovo cosmico che galleggiava nell’oceano primordiale, avvolto nell’oscurità della non-esistenza. Quando l’uovo si schiuse, dalla metà superiore del guscio (fatta d’oro) nacque il cielo e dalla metà inferiore (fatta d’argento) nacque la terra; da tutto ciò che c’era all’interno si formarono le nuvole, i fiumi, il mare e le montagne.

Gli egizi ritenevano che la potenza creatrice, Knef, la grande anatra, avesse prodotto dalla bocca un uovo in cui erano contenuti tutti gli elementi fondamentali per la creazione. Dallo stesso uovo sarebbe nato Ptah, il padre di tutti gli dei.

Secondo la tradizione dei Bambara, il gruppo più numeroso della popolazione africana del Mali, il mondo nel suo stadio primordiale assomiglia a un uovo vuoto; è il Fu originario, che emette una vibrazione sonora ed emana una sostanza umida. A partire da questo momento e da questo stato, lo spirito elabora la creazione.

La leggenda finlandese narra che una folaga depose sei uova d’oro e una di ferro sul ginocchio della Madre delle acque. Scivolando, a contatto con l’acqua, le uova si ruppero e dai frantumi si formano la terra, il cielo, il sole, la luna e le nubi.

La cosmogonia cinese dice che all’origine non c’era niente altro al di là del caos. Questo si coagulò in un uovo cosmico per diciottomila anni. Al suo interno, i sublimi principi universali dello yin e dello yang si bilanciarono perfettamente e da quell' equilibrio perfetto emerse Pangu. Questo gigantesco essere primitivo separò lo yin e lo yang con la sua ascia, dando vita alla terra e al cielo. Il processo di separazione durò altri diciottomila anni, dopo i quali Pangu terminò la creazione.

La primavera, in quanto segno del passaggio dalla stagione del riposo dei campi a quella della nuova semina, e quindi della nuova vita per la natura, è sempre stata il periodo prediletto per lo scambio del dono delle uova, già molto tempo prima dell’avvento del Cristianesimo. I romani, infatti, all’inizio della primavera, festeggiavano Cerere, dea della terra e della fertilità, offrendole, uova come doni propiziatori; i persiani, i greci, i cinesi, si scambiavano uova durante il periodo primaverile come simbolo augurale di fecondità.

Con l’avvento del Cristianesimo, molti riti pagani vennero recepiti dalla nuova religione, tra cui, appunto, il dono delle uova, simbolo di rinascita non più della natura, ma dell’uomo stesso, quindi simbolo della resurrezione di Cristo.


L’UOVO NELL’ARTE

La simbologia dell’uovo trova riscontro anche nell’arte, tanto che Piero della Francesca ha scelto di posizionarne uno al centro della famosa pala di Brera, dipinta tra il 1472 1 il 1474. Da decenni gli studiosi riflettono sul possibile significato di quell’uovo, letto come simbolo della Creazione e dell’Immacolata Concezione, o simbolo dell’astratta e geometrica concezione della forma di Piero della Francesca, o, ancora, simbolo di resurrezione e vita eterna.


 

 








Famose sono anche le uova rappresentate sulle ceramiche policrome di Lipari, prodotte tra il 350 e il 252 a.C.. Molte di queste rappresentano feste sacre, nuziali o sacrificali, dove una o più persone offrono dolci alla sposa o alla divinità e i dolci sono sempre guarniti con uova. Nella civiltà ellenistica dell’epoca, la morte corrispondeva alle nozze dell’anima con la divinità e nella rappresentazione funeraria, la sposa rappresentava l’anima, mentre il dono del dolce era il lasciapassare dell’anima per l’aldilà. Le uova che guarnivano i dolci erano, quindi, simbolo della vita che continua e della rinascita.












Nel Medioevo, lo scambio di uova, spesso decorate, si sviluppò come regalo alla servitù; poi, decorate a mano o riprodotte d’oro e d’argento, come regalo destinato agli aristocratici e ai nobili; infatti, nei libri contabili di Edoardo I d’Inghilterra risulta segnata una spesa per quattrocentocinquanta uova rivestite d'oro e decorate, da donare come regalo di Pasqua.

La tradizione dell’uovo decorato ha raggiunto la sua massima espressione in Russia, dove lo zar Alessandro III, nel 1885, incaricò Peter Carl Fabergé di creare un dono speciale per la moglie Maria Fyodorovna. L’orafo franco-russo creò un uovo con una struttura a matrioske russe: un uovo di platino smaltato di bianco conteneva un tuorlo d’oro, che a sua volta conteneva un pulcino d’oro, che a sua volta conteneva una miniatura della corona imperiale.
Il dono fu talmente gradito, che Fabergè fu scelto come gioielliere di corte e ogni anno, per trent’anni, creò preziosissime uova da regalare in occasione della Pasqua.







In tempi più moderni
, “L’arte nell’uovo di pasqua” è stato il titolo attribuito a un’iniziativa di beneficenza nata nel 2002. Ogni anno pittori, scultori e design di fama nazionale e internazionale mettono la loro arte a disposizione di persone deboli e bisognose: vengono raccolte circa quaranta opere che hanno come soggetto l’uovo, manipolato grazie alle diverse tecniche artistiche e ai più svariati materiali utilizzati. Le uova esposte vengono messe a disposizione di chi voglio effettuare una donazione.





L’UOVO OGGI

Oggi, l’uovo di Pasqua maggiormente diffuso è quello fatto di cioccolato, la cui affermazione è avvenuta soprattutto nell’ultimo secolo. Chi voglia acquistarne uno, ha l’imbarazzo della scelta: tutte le grandi aziende dolciarie ne producono di diverse dimensioni e per i diversi gusti (cioccolato fondente, al latte, alla nocciola, ecc). E se si desidera un prodotto meno commerciale, ci si può rivolgere agli artigiani pasticcieri o cioccolatieri e sceglierne uno unico per la decorazione o per la sorpresa; o, ancora, personalizzarlo acquistando un regalo da far inserire come sorpresa.

Al Vinitaly dello scorso anno, la Coldiretti ha presentato, suscitando subito la curiosità dei visitatori, il primo uovo di Pasqua all’olio d’oliva, la cui sorpresa era una bottiglia di olio extravergine d’oliva, da consumare anche dopo le feste.

Gli appassionati del cioccolato possono anche visitare interi musei dedicati a questo gustosissimo alimento: il primo è nato nel 1995 a Norma (LT) presso la sede dell’azienda Antica Norba; nel 1997, è la Perugina a creare, all’interno della sede, un’area dedicata alla storia dell’azienda che si fa storia del cioccolato. L’azienda ha predisposto, poi, uno spazio per chi vuole condividere questa passione: è la scuola del cioccolato, dove è possibile apprendere le origini, la storia, le caratteristiche e la qualità del cioccolato, dalla materia prima al prodotto finito, passando per il processo produttivo, per scoprire tutti i segreti dell’oro dei Maya.

Per andare più nello specifico, invece, a Sulmona parte il 9 marzo 2010 un corso per la preparazione di uova di cioccolato, organizzato dall' ente di formazione CE.S.CO.T. Abruzzo, in collaborazione con la Confederazione Pasticcieri Italiani. Per informazioni, è possibile scrivere a info@cescotabruzzo.it .

Dall’uovo cosmico all’uovo simbolo di resurrezione, dall’uovo di Piero della Francesca alle uova delle ceramiche di Lipari, dalle uova decorate alle uova d’oro, dalle uova di cartapesta alle uova di cioccolato, ma non solo. Si pensi a quante espressioni o modi di dire ruotano intorno all’uovo: la posizione “a uovo” è quella che si usa nello sport, l’uovo “di colombo” si riferisce a una soluzione semplice e inaspettata, “cammina sulle uova” si dice di chi cammina molto piano e delicatamente, “è nato prima l’uovo o la gallina?” è il tipico esempio di paradosso filosofico che sembra non avere soluzione.

Insomma, sembra quasi che, di uova, si potrebbe parlare all’infinito ed è proprio per questo motivo che l’uovo continua ad essere considerato tra i misteri più affascinanti della natura.

Valentina Intini

Bibliografia:
Paul Poupard (a cura di), Dizionario delle religioni, Mondadori, 2007
Anna Maria Maetke, Introduzione ai capolavori di Piero della Francesca, Milano, A. Pizzi, 1998
C. Amariu, L’uovo, Edizioni Mediterranee, 1988

Link:
http://www.culturagastronomicaitaliana.com/site/it-IT/La_Banca_Dati/Luoghi_della_Memoria/Musei/Documenti/museo_storico_perugina_%28perugia%29.html
http://www.culturagastronomicaitaliana.com/site/it-IT/La_Banca_Dati/Luoghi_della_Memoria/Musei/Documenti/museo_del_cioccolato.html

 

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